Bovisa Gasometri. Via alla bonifica

L’area Bovisa Gasometri  e l’area Scalo Farini sono i due grandi spazi “abbandonati” in Zona 9, di cui da anni si discute, ma per i quali nessuno era ancora riuscito a sbloccare la situazione.

Grazie al bando del Ministero dello Sviluppo economico “Piano città”, vinto dal Comune di Milano nel 2012 con un progetto dedicato all’area Bovisa Gasometri, si è avviato un processo che ha avuto fin da subito come obiettivo la riqualificazione dell’area.

Nel 2013 c’è stata la declassazione dell’area da “Sito di interesse nazionale” (SIN) a “Sito di interesse regionale”. Questo ha permesso di avvicinare di più il processo decisionale ai cittadini, garantendo al Comune un ruolo da protagonista.

In questi mesi, insieme ad un percorso promosso dal Comune e Politecnico di Milano, proprietario di alcune delle aree, insieme ai cittadini, si è avviata una ulteriore caratterizzazione del primo lotto dell’area  – 80 mila metri quadrati – che si è conclusa in queste settimane.

La bonifica sarà avviata a breve e terminerà entro il 2015, stando alla tabella di marcia del Comune. Poi, in quel lotto nascerà il parco della Bovisa, con un percorso partecipato.

Cinque milioni di euro sono già a disposizione per partire. Altri fondi sono stati accantonati dal Comune. Aspettiamo quindi i dati tecnici degli agronomi e della caratterizzazione per attivare un percorso fermo da troppi anni e per il quale ci siamo impegnati molto.

Per chi volesse conoscere meglio la storia di quest’area, una piccola sintesi di seguito.

L’area degli ex Gasometri detta «La Goccia», perché questa è la forma che ha sulle mappe, chiusa com’è tra due linee ferroviarie, ha una superficie complessiva di 420.000 metri quadrati. Nel 1906 fu individuata per ospitare attività industriali relative soprattutto alla produzione di gas di città, utile all’illuminazione. Nel 1969 cessò l’attività di distillazione del carbone per essere sostituita dai nuovi combustibili. E nel 1994 l’area fu dismessa definitivamente. Nel 2000 il Politecnico acquistò dal Comune 91.037 metri quadrati con diritti edificatori per 180.000 metri quadrati per 24 miliardi e mezzo di lire. Nel ‘97 l’accordo di programma subì uno stop per gli alti costi di bonifica. Solo nel 2013 il Comune è riuscito a far declassare il sito di interesse nazionale a regionale, avviando così il percorso di bonifica, fermo da 12 anni.