Avanti tutta

primarie_milano_candidati

Più di 60 mila elettori di centrosinistra hanno scelto: Giuseppe Sala sarà il nostro candidato Sindaco per le elezioni amministrative di Giugno.

Ci lasciamo alle spalle settimane di dibattito in cui nessuno dei candidati si è risparmiato, dove le visioni per il futuro della città si sono confrontate e, come è giusto che sia in una competizione di questo tipo, anche scontrate.

Qualche dato più politico credo valga la pensa sottolinearlo.

  1. Conclusa la sfida all’interno del proprio campo è indispensabile ritrovare compattezza e unione di intenti, sulla base di un programma che sia sintesi delle migliori proposte emerse, caratterizzato da impegni seri e concreti, che abbiano solide basi economiche. In questo senso l’approccio di Giuseppe Sala, che ha dichiarato che prenderà impegni puntuali quartiere per quartiere, penso vada nella direzione giusta. Non faremo mancare il nostro apporto di idee frutto dell’esperienza di questi anni in Zona 9. Così come ritengo indispensabile che facciano parte della squadra i protagonisti di questa sfida appassionante: Francesca Balzani, Pierfrancesco Majorino, Antonio Iannetta. La politica è un’esperienza straordinaria quando riesce a ridare senso alla parola comunità.
  2. Per la campagna elettorale che è alle porte sarà fondamentale essere estremamente onesti con gli elettori. Ci sono molte cose che in questi cinque anni sono state fatte bene, altre su cui abbiamo il dovere di migliorare. Serve una amministrazione che si rinnovi, in grado di recepire meglio le istanze dei cittadini, che sia più vicina e meno respingente. Da questo punto di vista l’istituzione delle Municipalità, che sostituiranno i Consigli di Zona, è una straordinaria occasione per portare avanti questo cambiamento, rendendo più efficienti le istituzioni.
  3. C’è stata molta polemica sul voto delle comunità straniere. Io sono stato al seggio sia sabato che domenica e non ho avuto la percezione che ci fossero problemi, sensazione confermata dai dati definitivi: la percentuale di cittadini stranieri che ha votato si aggira intorno al 3%. Penso che, al di là della polemica, se davvero vogliamo attivare processi di integrazione che non siano velleitari, e che tengano insieme accoglienza e rispetto delle regole, sia indispensabile coinvolgere nella vita pubblica della città chi ha scelto Milano come meta per giocarsi le proprie capacità e umanità.

Ci aspetta un grande lavoro in questi mesi, di ascolto e proposta, di incontro, con chi ogni giorno fa di Milano una città così speciale. Avanti tutta!