Chi sono

Stefano Indovino, nato il 13 novembre 1987 a Milano.

Sposato con Giulia da due anni.

Diplomato al Liceo scientifico “Casiraghi”, laureato in lettere moderne presso l’Università degli studi di Milano.

Al percorso di studi, liceale e universitario, ho affiancato alcune esperienze lavorative: che mi hanno arricchito di un bagaglio che altrimenti, solo tramite lo studio, non sarei riuscito ad acquisire.

Ho sempre frequentato l’oratorio del quartiere in cui sono cresciuto, esperienza che mi ha formato molto, insegnandomi il significato della parola “comunità” e la necessità, per raggiungere un traguardo comune, di mettersi al servizio. Fino all’anno scorso sono stato educatore del gruppo adolescenti/giovani, e ho fatto parte, sempre all’interno di questa realtà, di due compagnie teatrali amatoriali, come regista, sceneggiatore e attore.

La mia esperienza politica inizia con l’iscrizione al PD nel 2009, presso il circolo PD “1 maggio” Isola Zara, dove era iscritto mio nonno.

Nel 2011 ho svolto uno stage curricolare presso la federazione del Partito Democratico dell’area metropolitana milanese occupandomi della segreteria e della comunicazione, per poi iniziare nel 2013 a collaborare come assistente con un parlamentare.

Nel 2011 mi sono candidato in Consiglio di Zona 9, risultando il primo fra coloro i quali si candidavano per la prima volta. Dal 2013 svolgo il ruolo di Capogruppo del Partito Democratico. Ho sempre cercato di mettere al centro dell’operato del nostro gruppo e del Consiglio le esigenze dei cittadini, senza pregiudizi, con buonsenso e pragmatismo.

Penso in questi anni di avere imparato molto, misurandomi con vicende complesse, incontrando sulla mia strada persone che mi hanno permesso di crescere e imparare tanto. Oggi voglio tentare di proseguire l’impegno nelle istituzioni, misurandomi con un ruolo importante come quello del Presidente di Municipalità.

Lo voglio fare con lo stile di questi anni, dentro ai problemi, come ho fatto ogni volta che è esondato il Seveso, con i piedi dentro l’acqua. Con la capacità di ascoltare e di tenere unita una squadra. Con la necessità di dover decidere, perché la politica non può abdicare alle sue responsabilità ma ha il dovere di compiere delle scelte, e la consapevolezza che questo si può fare solo confrontandosi con i cittadini. Con l’entusiasmo e l’umiltà che necessariamente si deve avere alla mia età.

E soprattutto con la convinzione che molte risposte possano arrivare dalla capacità che le Municipalità dovranno avere nel dare cittadinanza ai tanti uomini e donne che si mettono al servizio dei loro quartieri, facendo rete fra le tante eccellenze presenti sul nostro territorio.