La farsa della “Teoria Gender” nelle scuole

E’ di questi mesi la polemica creata ad arte sulla riforma della scuola, secondo cui si introdurrebbe la possibilità di insegnare ai ragazzi una fantomatica teoria del gender.

Per cercare una visibilità che fanno evidentemente fatica ad avere, non riuscendo ad occuparsi come vorrebbero e dovrebbero della città di Milano, colpiti ancora una volta da qualche scandalo in Regione Lombardia, inesistenti se si parla di edilizia scolastica, i consiglieri di Forza Italia hanno presentato una mozione chiedendo di intraprendere una campagna informativa fra i genitori (solo quelli della Zona 9, beninteso) per “metterli al corrente di questi particolari contenuti (la possibilità di insegnare educazione sessuale e teoria di gender) della riforma della scuola, delle sue possibili applicazioni e su come tutelarsi per evitare che qualche istituto adotti piani scolastici contrari alle convinzioni e/o aspirazioni dei genitori”.

Peccato per i nostri eroiche non abbiano nemmeno letto il testo della legge 107, cosiddetta “La buona scuola”, mentre potrebbero iniziare ad occuparsi di ALER e del fatto che non ha i soldi per fare la manutenzione ordinaria e straordinaria degli stabili anziché fare mozioni su temi che hanno meno fondamenta dell’esistenza di Babbo Natale, .

Perché se lo avessero fatto si sarebbero accorti che l’articolo 16, quello incriminato:

16. Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunita’ promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parita’ tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, nel rispetto dei limiti di spesa di cui all’articolo 5-bis, comma 1, primo periodo, del predetto decreto-legge n. 93 del 2013.

Fa riferimento a sua volta ad un articolo ben preciso della legge in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, per la precisione l’articolo 5, comma 2:

2. Il Piano, con l’obiettivo di garantire azioni omogenee nel territorio nazionale, persegue le seguenti finalita’:

(…)

c) promuovere un’adeguata formazione del personale della scuola alla relazione e contro la violenza e la discriminazione di genere e promuovere, nell’ambito delle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, delle indicazioni nazionali per i licei e delle linee guida per gli istituti tecnici e professionali, nella programmazione didattica curricolare ed extracurricolare delle scuole di ogni ordine e grado, la sensibilizzazione, l’informazione e la formazione degli studenti al fine di prevenire la violenza nei confronti delle donne e la discriminazione di genere, anche attraverso un’adeguata valorizzazione della tematica nei libri di testo;

La cosa divertente, che fa comprendere come sia assolutamente pretestuosa la polemicuccia di Forza Italia e Lega Nord, che affrontano un argomento delicato come quello dello sviluppo dell’io con una superficialità disarmante, è che la legge sul femminicidio in cui c’è un riferimento esplicito ai libri di testo, è passata anche con i voti di Forza Italia e Lega Nord.

Ops.