La lunga notte del Municipio 9

Mi scuso in anticipo per la lunghezza, ma quello che è successo nell’ultima settimana nel Municipio 9 merita qualche spiegazione. Tento di andare per punti, così che, nel caso, chi vuole può leggere solo la parte che gli interessa.

Dopo aver poltrito per qualche settimana e in seguito alla presentazione di una mozione dell’opposizione, finalmente viene messo all’ordine del giorno della seduta di Consiglio il Documento Unico di Programmazione (DUP), nel quale la maggioranza inserisce le linee guida per il prossimo quinquennio.

14 ore in aula, 14 problemi.

  1. Primo problema. I tempi.
  2. Secondo problema. Un testo scritto male.
  3. Terzo problema. Si erano scordati della criminalità organizzata.
  4. Quarto problema. Si erano scordati della Casa della Memoria.
  5. Quinto problema. Partecipazione a parole, non nei fatti.
  6. Sesto problema. La totale ignoranza riguardo il problema Seveso.
  7. Settimo problema. Il mercato di P.le Lagosta.
  8. Ottavo problema. Biciclette queste sconosciute.
  9. Nono problema. Area Bovisa Gasometri, questa sconosciuta.
  10. Decimo problema. Caserma Mameli, del percorso partecipato se ne fregano.
  11. Undicesimo problema. Il nulla sullo Scalo Farini.
  12. Dodicesimo problema. Un Presidente che vota contro sé stesso.
  13. Tredicesimo problema. Tutti parcheggiano ovunque.
  14. Quattordicesimo problema. La sicurezza. Ronde sì, profughi alla parrocchia di Bruzzano no.

Primo problema. I tempi.

La Giunta ha approvato il documento nell’ultimo giorno disponibile, il 14 novembre.

Nella riunione dei Capigruppo del 10 novembre ci era stato promesso che avremmo potuto avere una bozza del documento in tempo utile per esaminarlo. Il testo ci è stato inviato invece solo il pomeriggio del 15 novembre. 60 pagine sul futuro del Municipio. Meno di 72 due ore prima della discussione.

Si capisce che l’intento è stato quello di rinunciare ad una discussione serena, impedendo all’opposizione di contribuire con le sue proposte. Sottolineo che nei Municipi dove governa il centrosinistra la discussione sul documento è avvenuta nelle commissioni istruttorie, mentre nel Municipio 9 non abbiamo potuto esaminare il testo, portato in fretta e furia direttamente in Consiglio.

Vista la situazione, abbiamo chiesto che la discussione fosse rimandata di qualche giorno, così da dare a tutti i consiglieri le stesse possibilità di esaminare e studiare il DUP. Ci siamo visti rifiutare anche questa richiesta di buonsenso, che nulla toglieva alla maggioranza. A causa di questo atteggiamento arrogante abbiamo scelto come partiti della coalizione di centrosinistra di fare ostruzionismo.

Vorrei sottolineare il fatto che finora abbiamo tentato di essere costruttivi e propositivi, basti pensare che la stessa mattina del 17 novembre abbiamo contribuito a mantenere il numero legale nella commissione sopralluogo presso il mercato di via Val Maira. Ma di fronte ai proclami di correttezza, quasi sempre disattesi, non ci restava che la strada dello scontro in aula.

Il PD ha quindi presentato 140 emendamenti, per un totale di 226 presentati da tutta la coalizione di centrosinistra.

Secondo problema. Un testo scritto male.

Il testo, che trovate in fondo, è innanzitutto scritto male.

Molti refusi, congiuntivi sbagliati, diverse lacune.

Faccio qualche esempio anche per comprendere anche l’atteggiamento ottuso tenuto dal centrodestra in aula. Tenete conto che ciascuna di queste proposte è stata bocciata.

Nell’elenco delle parrocchie del Municipio non compariva S. Giovanni Evangelista.

Con un emendamento abbiamo chiesto che venisse aggiunta. Lo hanno bocciato.

Nell’elenco dei quartieri storici del Municipio vengono citati il quartiere Parco Nord o il quartiere Seveso, che non esistono. Abbiamo chiesto che fossero eliminati. Hanno votato contro.

Ci siamo resi conto che numerosi passaggi erano copiati da Wikipedia (uno su tutti quello riguardante i semafori intelligenti, o alcuni dati riguardanti il Municipio nella prima parte del testo). Abbiamo presentato diversi emendamenti per riformulare le frasi e correggere gli errori. Tutti respinti.

Terzo problema. Si erano scordati della criminalità organizzata.

Ebbene sì. Pagine e pagine sulla sicurezza ma, come peraltro già accaduto con altri loro documenti presentati in aula sul tema, si dimenticano sempre di parlare di lotta alla criminalità organizzata.

Abbiamo perciò provveduto a presentare questo emendamento, che fortunatamente è uno dei due che siamo riusciti a far approvare:

aggiungere: “Ci impegniamo a proseguire l’impegno a combattere le forme di criminalità organizzata radicate sul territorio, anche di stampo mafioso, valorizzando le diverse realtà che lavorano sui temi del rispetto della legalità e la lotta alla corruzione. Riteniamo importante continuare a monitorare il livello di permeabilità del nostro tessuto sociale e commerciale rispetto a fenomeni criminogeni, in stretta collaborazione con le forze dell’ordine, la commissione antimafia e il comitato antimafia del Comune di Milano. Parallelamente al lavoro di collaborazione con le forze dell’ordine è per noi essenziale proseguire nell’importante azione di educazione alla legalità nelle scuole, per far sì che i cittadini di domani possano conoscere il rispetto per le regole della convivenza civile.

Quarto problema. Si erano scordati della Casa della Memoria.

Fra gli enti con cui collaborare, all’interno dei capitoli riguardanti la cultura, non veniva assolutamente fatta menzione della Casa della Memoria, che invece è una delle eccellenze che abbiamo sul nostro territorio.

Non se la sono sentita di bocciarlo, forse per salvarsi la faccia, perché resta il fatto che non abbiano intenzione di parlare di antifascismo e della storia della resistenza in Italia.

Ecco il testo dell’emendamento:

inserire un ulteriore punto riguardante “la collaborazione con la casa della Memoria, con le associazioni che vi hanno sede e con il Comune   per la conservazione e promozione della memoria storica, dei valori della Resistenza, fondativi della Costituzione,   le cui vicende sono profondamente legate alle realtà di molti quartieri del Municipio e alla storia stessa di Milano , Medaglia d’oro della Resistenza.”

Quinto problema. Partecipazione a parole, non nei fatti.

Ricorre più volte nel testo la parola partecipazione, fin quasi a farne il motto dell’intero documento, senza che mai una volta questa ispirazione di fondo precipiti in qualcosa di concreto e programmatico.

Abbiamo chiesto, come previsto dal nuovo regolamento dei Municipi, che venisse riconosciuto e istituzionalizzato il ruolo dei Comitati di Quartiere, con questo emendamento che è stato bocciato:

Per questo riteniamo che la partecipazione sia fondamentale nel processo di coinvolgimento delle persone. Buona amministrazione, legalità, trasparenza e accessibilità ai dati e alle informazioni ne rappresentano le condizioni essenziali da cui partire. È necessario che sia riconosciuto e istituzionalizzato il ruolo dei Comitati di Quartiere, previsti con l’istituzione dei Municipi.

Abbiamo chiesto di cominciare a ragionare del futuro delle anagrafi, che dovrebbero passare sotto la gestione dei Municipi, rendendole delle case dei cittadini nelle quali non solo erogare servizi, ma dove collocare sportelli dedicati al cittadino. Bocciato anche questo:

aggiungere “Riteniamo che queste strutture possano essere il luogo in cui sperimentare una maggiore vicinanza delle istituzioni ai cittadini. Per questo ci impegniamo a verificare la fattibilità dell’apertura di sportelli municipali proprio nelle sedi delle anagrafi, così che possano diventare delle “case dei cittadini”, dove il Comune, oltre a erogare servizi, sia in grado di ascoltare e risolvere tempestivamente.”

Sesto problema. La totale ignoranza riguardo il problema Seveso.

Da quanto emerso nel documento si evince che sul Seveso questa maggioranza ha le idee confuse, e lo conferma anche nella discussione in aula, nella quale il Presidente Lardieri ci ha comunicato di essere perplesso riguardo la soluzione delle vasche di laminazione (approvate e finanziate dal suo stesso partito in Regione).

Nel testo deliberato troviamo che le vasche di laminazione del progetto di AIPO sarebbero 4 più una vasca volano al Parco Nord, quando in realtà le vasche sono quattro complessivamente, compresa quella del Parco Nord, poiché si è scelto di unificare le vasche inizialmente previste a Varedo e Paderno. Abbiamo presentato un emendamento per correggere questa grave inesattezza. Bocciato.

Si prosegue nella lettura con il centrodestra che chiede una cosa che per stessa ammissione del Presidente Lardieri non è possibile fare, cioè richiedere che i fondi per i contributi di solidarietà per i cittadini che hanno avuto danni dopo le esondazioni (che quando governano loro la città non esistevano) passassero in mano al Municipio.

Abbiamo quindi presentato questo emendamento, ovviamente bocciato, per correggere un po’ il tiro:

eliminare “Ci impegneremo, in relazione ai fondi messi a disposizione dalla sede centrale, a costituire un fondo per i risarcimenti dei danni subiti dalla cittadinanza” con “Ci impegneremo a pubblicizzare, nel caso fossero stanziati i fondi dall’amministrazione comunale, la possibilità di ricevere un contributo per chi potrà subire danni in relazione alle esondazioni del Seveso.”

E ancora scopriamo leggendo le pagine del DUP che è il Municipio a farsi carico della pulizia del tratto tombinato del Seveso, cosa che impedirebbe di fatto la pulizia del tratto, non avendo noi i fondi necessari a disposizione. Ancora un volta, per provare a migliorare il testo, presentiamo un emendamento, che però è stato bocciato:

sostituire “garantiremo il monitoraggio e la pulizia del condotto sotterraneo di nostra pertinenza, in cui scorre il fiume.” Con “Lavoreremo insieme al Comune di Milano affinché si tenga monitorato lo stato del tratto tombinato del torrente Seveso, affinché si ricorra a pulirlo qualora ce ne fosse bisogno. Convocheremo incontri annuali con AMSA e MM per monitorare lo stato delle cosiddette “bocche di lupo”, così da garantire un flusso adeguato d’acqua alla rete fognaria. Solleciteremo il Comune affinché venga attuato il nuovo piano di emergenza che, fra le altre cose, prevede la collocazione nell’area di esondazione di paratie mobili e la possibilità di allerta via SMS per i cittadini che ne faranno richiesta”.

Settimo problema. Il mercato di P.le Lagosta.

Su questa questiona annosa, su cui da sempre ci siamo spesi per individuare una soluzione, il testo fa tre passi indietro. Il centrodestra è contrario allo spostamento del mercato. Vuole solo “aggiustare” un po’ l’attuale collocazione, richiedendo un tavolo fra le parti in campo, senza sapere che quelle parti un accordo lo avrebbero già firmato.

Abbiamo presentato quindi un emendamento per richiedere ancora una volta, con forza, lo spostamento del mercato, che la maggioranza ha bocciato:

Inserire nuovo paragrafo. Il Municipio si impegna a vigilare l’applicazione delle delibere della giunta comunale (soprattutto rispetto alla loro compatibilità ambientale) n. 1472 del 26 luglio 2013 e n. 14 del 18 luglio 2014, che oltre ad aver individuato una nuova area come sede definitiva possibile del mercato in viale Zara (Lagosta-Stelvio), hanno previsto una riqualificazione del tratto, con la predisposizione di infrastrutture a servizio di un mercato ad impatto zero (compattatori rifiuti, alimentazione elettrica) e previsione di utilizzi successivi e compatibili con il mercato e zone di parcheggio per i residenti”

Ottavo problema. Biciclette queste sconosciute.

Lungo tutto il testo si trovano notizie bizzarre. Per esempio vorrebbero che ci fosse una stazione di Bike Sharing ogni venti minuti di tragitto (vorrebbe dire togliere delle stazioni già eistenti), oppure reailizzare una rete di piste ciclabili che colleghi tutti i parchi della zona 9 (peccato poi che non la menzionino nel piano triennale delle opere e che quindi resterà solo una promessa elettorale).

Almeno nella definizione della mobilità pubblica abbiamo tentato di correggere l’impostazione antiquata, chiedendo che fossero considerate anche nella mobilità pubblica il BikeMi e il Car Sharing, e in quella privata anche le biciclette. Tutto ovviamente bocciato.

sostituire la frase: “si riconduce sia la mobilità pubblica (bus, tram e metropolitane), che quella privata (autovetture, autoarticolati, camion e furgoni oltre che scooter)”, con la frase: “si riconduce sia il trasporto ad utenza pubblica (bus, tram, metropolitane, car sharing e Bike Mi) sia quello ad utenza privata (biciclette, moto e scooter, autovetture, camion, furgoni e autoarticolati)”.

Nono problema. Area Bovisa Gasometri, questa sconosciuta.

Immaginare il futuro del nostro Municipio senza citare lo sviluppo dell’area di Bovisa Gasometri è un fatto grave, perché evidenzia la non conoscenza del nostro territorio.

Abbiamo chiesto di inserire questo emendamento, che tiene conto di molte delle posizioni in campo riguardo l’area, nel rispetto delle conclusioni del percorso partecipato che si è concluso qualche mese fa. Incredibilmente sono riusciti a bocciare anche questo emendamento.

Nel paragrafo Servizi per l’urbanistica e per i lavori pubblici aggiungere: “Relativamente all’area Bovisa gasometri finalmente, dopo decenni, è stato avviato il processo di bonifica, per ora relativamente al lotto A, equivalente ad un decimo dell’area complessiva. È importante che il completamente della bonifica sia effettuato nel rispetto della vegetazione spontanea che è cresciuta. Il sito ha per sua natura una vocazione industriale e per un terziario di eccellenza. È indispensabile concertare i progetti dei vari soggetti in campo con l’obiettivo di recuperare l’area attraverso il recupero e riutilizzo delle strutture esistenti e abbandonate, creando nuovi posti di lavoro, puntando sulla sperimentalità energetica. Si ritiene inoltre indispensabile tenere conto delle conclusioni emerse all’interno percorso partecipato, seguito dal Politenico di Milano.”

Decimo problema. Caserma Mameli, del percorso partecipato se ne fregano.

Parlano di partecipazione, come si diceva prima, ma delle conclusioni del percorso partecipato seguito dal Politecnico di Milano riguardo la Caserma Mameli, approvate anche in Commissione Urbanistica dallo stesso centrodestra, se ne fregano, indicando come destinazioni d’uso per la Caserma cose che non abbiamo mai discusso né in aula, né nelle Commissioni, né negli incontri del percorso partecipato.

DUP_mameli

Noi abbiamo chiesto con un emendamento, poi bocciato, che si rispettasse quanto approvato da loro stessi.

Nel paragrafo 9b. Servizi per l’urbanistica e per i lavori pubblici sostituire da “In considerazione degli spazi interni disponibili” a “la casa della musica e strutture ludico-sportive” con “La Caserma Mameli si colloca in un quartiere in forte sviluppo, situata fra l’ospedale di Niguarda, l’Università Bicocca, l’Hangar Bicocca ed il Museo del Cinema. Lo sviluppo dell’area di proprietà di CDP dovrà essere coerente con le conclusioni del percorso partecipato approvate dal Municipio 9, sia per quanto riguarda la destinazioni d’uso finali, sia per quanto riguarda la possibilità di riuso temporaneo dell’intera area o di parti di essa”.

Undicesimo problema. Il nulla sullo Scalo Farini.

Ancora sull’urbanistica. Ancora la dimostrazione che non hanno idee.

Tre righe striminzite sullo scalo Farini (quello di Greco nemmeno citato, anche se è un’area che interessa il territorio del Municipio 9), nemmeno citata l’ipotesi di partecipazione dei cittadini, nonostante a breve si aprirà il periodo di ascolto della città sulla riqualificazioni di tutti gli Scali.

Ancora un nostro emendamento che ha tentato di aggiustare un po’ le cose, ancora una volta una bocciatura non nel merito, ma per partito preso:

Nel paragrafo 9b. Servizi per l’urbanistica e per i lavori pubblici sostituire da “all’interno dell’area Scalo Farini” fino a “verde attrezzato a misura di bambino” con “Lo sviluppo dell’area denominata Scalo Farini è strategica per lo sviluppo della Zona. Le volumetrie presenti nel PGT e l’accordo sugli scali ferroviari approvato in Consiglio Comunale disegnano una cornice nella quale il Municipio potrà svolgere un ruolo attivo di definizione delle tipologie di insediamenti, attivando un percorso di ascolto della città e di mappatura dei servizi già presenti.”

Dodicesimo problema. Un Presidente che vota contro sé stesso.

Abbiamo presentato un emendamento che riportava testualmente una dichiarazione del Presidente Lardieri nel corso della campagna elettorale. Ebbene non solo tutta la maggioranza, ma il Presidente stesso, ha votato contro sé stesso.

intervista_lardieri_1

schermata-2016-11-19-alle-10-15-38

Inserire “Impegnare la coalizione di maggioranza rispetto al programma della coalizione: pur non essendo di competenza territoriale, favorire la concessione di mutui agevolati alle giovani coppie, o far fronte ai debiti attraverso lavori socialmente utili”

Sempre il Presidente però inserisce nel documento, all’interno della parte relativa al Piano Triennale delle Opere, l’asfaltatura di un tratto di V.le Farini che, guarda caso, è proprio di fronte a dove abita lui, quando, per esempio, le vie circostanti o altri tratti della stessa via versano in condizioni decisamente peggiori.

Tredicesimo problema. Tutti parcheggiano ovunque.

La proposta del Presidente è che si crei un ambito unico per il parcheggio del Municipio. Un abitante dell’Isola potrebbe parcheggiare ad Affori e viceversa. Non serve spiegare l’inutilità di una scelta del genere, anche in relazione all’utilizzo dei mezzi pubblici.

Abbiamo presentato un emendamento che cancellasse questa ipotesi, concordando invece sulla necessità di prendere in considerazione la possibilità di far parcheggiare negli ambiti più vicini. Emendamento bocciato.

A pagina 41, sostituire il paragrafo “Chiederemo, dopo aver sentito il parere dei cittadini, che ci siano, per semplificazione, non più i tanti “Ambiti” di parcheggio attuali che creano solo confusione inutile al cittadino ma una sola macroarea, per tutto il Municipio 9; in alternativa dare la possibilità ai cittadini di poter parcheggiare nell’ambito di appartenenza e quelli confinanti” con: ” Chiederemo, dopo aver sentito il parere dei cittadini, che sia data la possibilità ai cittadini di poter parcheggiare nell’ambito di appartenenza e in quello confinante”

Quattordicesimo problema. La sicurezza. Ronde sì, profughi alla parrocchia di Bruzzano no.

Un’impostazione sbagliata. Ripetuta a più riprese. Enunciazione di principi generali senza che abbiano realmente l’idea di come concretamente far calare le loro enunciazioni in azioni concrete. Abbozzano lì la possibilità che si creino ronde di cittadini per il controllo delle aree verdi (abbiamo provato a presentare un emendamento, bocciato).

Ma la vergogna si concentra in tre righe dedicate ai profughi, associati a prescindere a criminali, in barba alla tradizione di accoglienza del nostro territorio (peraltro citata ipocritamente immediatamente dopo nel documento), alle esperienze fatte con Casa della Carità presso l’oratorio di Bruzzano. Una vergogna che abbiamo provato a cancellare, inutilmente. Tutti compatti a favore delle tre righe della vergogna:

 

Duc_richiedentiasilo

Eliminare intero contenuto del punto RICHIEDENTI ASILO

Inserire  “Nel rispetto dei principi di accoglienza, umanità, solidarietà che connotano una degna e civile convivenza, più che mai doverosa dinanzi la sofferenza di rifugiati e profughi di ogni provenienza, il Municipio 9, pur consapevole di tutti i limiti e delle disponibilità della Amministrazione Comunale e Municipale, attiverà tutti gli strumenti e le collaborazioni con qualsiasi Ente superiore per far fronte alle necessità sia di chi arriva, sia di chi accoglie. Tutelando così donne, anziani, bambini e uomini che fuggono da conflitti internazionali, ma altresì accogliendo le istanze dei residenti, italiani e non, sul decoro urbano, essendo una questione di umanità e rispetto dell’essere umano, non già di aiuole o giardinetti.”

Il testo completo: docum-consiliare-del-17-11-2016-compressed