L’aggregazione crea sicurezza

Quante volte sentiamo pronunciare la parola periferia nel dibattito pubblico, sempre svilita, collegata a qualche fatto di cronaca, mai vissuta e sperimentata fino in fondo dall’affabulatore di turno. Eppure, dentro quella parola, ritroviamo un groviglio di contraddizioni e sfaccettature che solo chi la frequenta cerca faticosamente di decifrare senza speculazioni. Perché, come ricorda Papa Francesco nell’ultima enciclica, è dentro le periferie che ritroviamo le sfide di chi ha l’onore e l’onere di amministrare le grandi metropoli oggi.

Dal 2011 ci siamo impegnati a fondo, non senza qualche errore compiuto lungo il percorso, nel tentativo di coniugare controllo del territorio (altre trecento telecamere verranno installate entro la fine dell’anno) e costruzione di socialità, principalmente per combattere solitudine e abbandono. Perché non esiste telecamera che possa sostituire una rete sociale viva. Non sono processi semplici. Per costruire comunità serve la stessa cura necessaria a far crescere una pianta. Non puoi imporle i tempi. Non puoi imbrigliarla verso un’unica direzione. Non puoi innaffiarla troppo o troppo poco. È fragile. Eppure favorire la nascita di relazioni fra le persone, fossero anche sullo stesso pianerottolo, è indispensabile per dare senso a quella parola, periferia, troppo spesso utilizzata a sproposito.

Iniziative come quelle che stiamo attivando nelle case popolari sono utili proprio a questo. A far fiorire relazioni che a loro volta potrebbero crearne delle altre. Perché siamo convinti che il primo compito dell’amministratore sia stare dentro le contraddizioni e i problemi. Senza scappare. Cercando di far vivere le istituzioni là dove nessuno si aspetta più che stiano, nel tentativo di innescare processi in grado di ricomporre le fratture, dando dignità a luoghi che, forse, senza il calore dei legami umani, non ne avrebbero.  E allora scoprire che in V.le Sarca c’è un villaggio bello tanto quanto quello esistente a Crespi D’Adda, per esempio, ci aiuta a ridare valore ai nostri quartieri. Senza nascondere sotto il tappeto i problemi. Ma con la ferma consapevolezza di poterli risolvere. Insieme.

(articolo pubblicato su “Il Giorno – Milano”)