L’ERBA E IL FASCIO

L’eterno problema della politica italiana è che in qualsiasi situazione, in un qualsiasi dibattito, con un qualsiasi argomento, si ritrovano interlocutori che, col preciso intento di non dire nulla, generalizzano, scivolando con una certa maestria sulla superficie delle cose e delle questioni. 

Invece, soprattutto oggi, con problemi sempre più difficili da risolvere, ci sarebbe la necessità di andare a fondo di ciascuna questione, di affrontare filo d’erba per filo d’erba l’immenso prato che abbiamo di fronte, di cercare non solo di capire il perché delle cose, ma anche di trovare le soluzioni ai problemi.
Il problema è che la mia generazione assiste da anni a non scelte.
Tagli lineari. Mantenimento di status quo. Tutela delle varie corporazioni. Interventi fiscali grossolani e non graduati. Luoghi comuni profusi a più non posso (imprenditori evasori o dipendenti pubblici fannulloni).
Così la politica sparisce perché rinuncia all’essenza del suo mandato: compiere scelte nell’interesse dei cittadini basate su una precisa idea di futuro e di società con la quale ci si presenta alle elezioni.
E’ quello che, nel mio piccolo, provo a fare in Consiglio di Zona, dove, purtroppo, troppo spesso eroghiamo quei pochi soldi che abbiamo a fronte di richieste protocollate dalle varie Associazioni senza “dirigere il traffico”, stilando una lista di priorità, è quello che succede a Roma, dove da molto tempo si fatica a capire quali siano le priorità dei partiti.
Da una certa politica non mi aspetto granché, concentrata da anni in una campagna denigratoria del muro contro muro autoreferenziale e stucchevole. 
Dal mio partito, almeno dal Pd, mi aspetto altro. In campagna elettorale un ragazzo della mia età non avrebbe avuto motivo di votarci, visto che non gli abbiamo spiegato quali scelte avremmo fatto per lui, che dopo essersi laureato lavora per dei buoni pasto da un anno dovendosi anche pagare i mezzi di trasporto. 
Mi aspetto che si mettano in fila le priorità, in modo concentrico. Deve essere il nostro primario obiettivo.
Perché non tutti gli imprenditori sono evasori e odiano i dipendenti e non tutti i dipendenti pubblici sono dei fancazzisti professionisti. 
Compito della politica è andare a fondo, in modo capillare, selezionando, scegliendo, indicando le vie da percorrere per il benessere di tutti, parlando in questo modo alle vite del maggior numero di persone che oggi si ritrovano sole e soprattutto inascoltate. Pensano che la politica non serva a niente perché in questi anni non è stata in grado di entrare nella loro quotidianità.  
Forse, oggi, per essere di sinistra, basterebbe questo.
Tornare a scegliere. A fondo. Senza fare di tutta l’erba un fascio, ma occupandosi giorno dopo giorno di ogni singolo filo d’erba. Alla fine potremmo ritrovarci, senza nemmeno accorgersene, con un bellissimo prato verde.