NIENTE TELEPASS PER I PRECARI

Stamattina sono andato in banca per ritirare il bancomat, visto che la carta che avevo si era smagnetizzata, e per fare l’attivazione del telapass. Mentre la dipendente mi consegnava la nuova carta ha insistito nel presentarmi la nuova offerta della banca: la proposta era di attivare un piano di integrazione pensionistica  che poteva partire dal versamento di 50 euro mensili per 30 anni.
Riporto dal sito della banca.

La pensione sarà quindi funzione dei contributi obbligatori versati durante l’intera vita lavorativa e, dato l’attuale contesto economico, potrebbe non essere sufficiente a garantirti un futuro sereno.Noi ti mettiamo disposizione la nostra gamma di forme pensionistiche complementari che ti consentiranno di integrare la pensione pubblica.

E’ evidente che la banca ha presente la condizioni dei lavoratori, soprattutto giovani, e offre un servizio per garantirgli un certo tenore di vita anche quando (e se, aggiungo io) andranno in pensione.

Una volta consegnatami la carta chiedo di procedere con l’attivazione del telepass. Costo dell’operazione 1,25 euro al mese più quota associativa annua pari a 15, 49 euro più costo dei pedaggi autostradali.

L’impegata, un po’ impacciata, credo fosse nuova, guarda il mio conto cercando di capire che tipo di stipendio avessi. Gli spiego che ho due entrate mensili, una come amministratore pubblico e una come lavoratore dipendente con contratto a progetto, che mi garantiscono un’entrata media mensile di c.ca 1000 euro. Lei si scusa, molto gentilmente, e va a chiamare una collega, dicendomi che era la prima volta che faceva questo tipo di operazione.
Arriva la collega alla quale devo rispiegare la mia situazione economica. La cosa comincia ad essere fastidiosa. Si alzano entrambe avvisandomi che avrebbero chiesto al vice direttore della filiale. Mi domando quale sia il motivo. Lo avrei saputo di lì a poco: tornando entrambe mi spiegano che purtroppo non è possibile procedere con l’attivazione visto che non ho un’entrata fissa (cioè non ho un contratto a tempo indeterminato). Abbastanza frustrato faccio presente che il costo è irrisorio e che mi sembra poco corretto non far accedere al servizio chi ha un lavoro precario. Mi rispondono che posso utilizzare il bancomat come viacard (grazie al cazzo, scusate il francesismo). Infastidito, ma con autocontrollo, faccio presente che ho il conto lì dal 2007 e che ho sempre lavorato fin dall’inizio dell’università. A quel punto la collega anziana se ne va e la collega, quella che sembra nuova, fa un altro tentativo con il vice direttore della filiale.
Nel frattempo un signore anziano dietro di me mi guarda con occhi compassionevoli. La ragazza torna e mi dice che no, le spiace, ma proprio non è possibile procedere con l’attivazione del telepass.

Frustratissimo ed abbastanza arrabbiato esco dalla banca con una domanda che mi ronza nel cervello: come è possibile che mi proponiate di versare 50 euro al mese per 30 anni e non mi fate procedere con l’attivazione del telepass che costa 30 euro l’anno più il pagamento dei pedaggi?

E, badate bene, il problema non sono i miei due contratti, più volte ho scritto come la penso sulla flessibilità, il problema è che i servizi delle aziende dovrebbero avere l’obbligo di adeguarsi alle trasformazione della società per non lasciare indietro nessuno, soprattutto quando le cifre sono così irrisorie e la banca non rischia nulla dal punto di vista dell’esposizione economica.

Comunque ho scritto al servizio clienti su facebook. Vediamo cosa avranno il coraggio di rispondermi.