Per uno sviluppo sostenibile

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Mobilità

Il nostro Municipio è caratterizzato da una forte penetrazione del traffico automobilistico proveniente dal Nord Milano. Per decongestionare il traffico in città, migliorare l’accessibilità, aumentare la sicurezza e ridurre l’inquinamento bisogna che la città metropolitana adotti finalmente uno sguardo d’insieme:

  • Rilanciare il passante e le linee ferroviarie;
  • Promuovere linee extraurbane veloci di bus;
  • Completare le linee metropolitane anche verso la città metropolitana;
  • Realizzare le linee tranviarie interurbane per Seregno (dal capolinea del 4 in via Ornato) e per Limbiate (dal capolinea della MM3 a Comasina);

secondo le indicazioni del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile redatto dalla giunta Pisapia).

Va potenziato e reso più veloce il trasporto di superficie e vanno migliorate le condizioni per muoversi a piedi e in bicicletta. In questo senso proponiamo:

  1. Di sviluppare le Zone 30 in particolare nelle vicinanze delle scuole, ipotizzando anche chiusure di alcune vie nei momenti d’ingresso e uscita;
  2. Di trovare soluzioni ad alcune situazioni indecenti per i pedoni in particolare nell’attraversamento di tratti particolarmente trafficati;
  3. Di completare il collegamento tra i quartieri con corsie ciclabili collegando la stazione Bovisa e Villa Litta;
  4. Di studiare una corsia ciclabile che colleghi il Parco Nord lato Suzzani con le stazioni metropolitane di Viale Zara;
  5. Di ottimizzare la rete ciclabile tra i quartieri;
  6. Di combattere il parcheggio selvaggio nelle aree alberate e sui marciapiedi.
  7. Di estendere la buona pratica del Pedibus;

Nella consiliatura appena conclusasi è stato svolto il primo studio sistematico, volto ad affrontare il tema di una mobilità ciclabile impostandolo su larga scala. Quindi, evitare soluzioni ad alto impatto economico (piste ciclabili tout-court) e optare per ipotesi come quelle realizzate su viale Marche purché si crei una fitta rete di percorsi, capaci di sopportare crescenti spostamenti con la bicicletta. Inoltre, va favorita anche attraverso la moltiplicazione delle stazioni del BikeMi, nel frattempo in continua espansione ma ancora non presente in alcune aree più periferiche. Una cultura della mobilità dolce e ciclabile si connette direttamente non solo alla mera riduzione del traffico da veicoli a combustione, ma ha ricadute immediate sul benessere di tutti: meno rumore, più salute, più risparmio.

Occorre intervenire a livello di città metropolitana, con il biglietto unico integrato e con parcheggi d’interscambio vicini ai luoghi di origine e tutte quelle misure che aiutano a preferire i mezzi pubblici all’auto privata. Sono ancora da realizzare i parcheggi di corrispondenza ai capolinea di metropolitane e tram. In attesa del prolungamento a Monza di M5 servono parcheggi adeguati a Bignami e a Comasina M3.

É sempre più necessario migliorare il servizio di trasporto (TPL) offerto ai quartieri periferici, i tempi di attesa vanno ridotti e il servizio deve diventare più capillare. Grande importanza riveste il nuovo accordo di programma con le FS sugli scali perché deve diventare l’occasione per potenziare il servizio ferroviario metropolitano con nuove fermate delle linee S lungo il percorso nord: Istria (M5), Dergano (M3), Bovisasca (bus ottantadue). Per tutti i mezzi va curata l’accessibilità con marciapiedi adeguati, scale mobili e ascensori per servire gli utenti di ogni età e condizione fisica.

Va realizzato un collegamento est ovest, esclusivamente riservato ai mezzi pubblici, da Fulvio Testi ad Affori, Bovisa passando per il pronto soccorso di Niguarda.

Serve altresì prolungare la linea tranviaria da piazza Bausan, sino alla stazione Certosa Fs passando per la stazione di Bovisa, e si ritiene di fondamentale importanza prolungare il capolinea del 31 fino all’ospedale di Niguarda, collegando i due maggiori poli ospedalieri del Municipio (CTO e Niguarda).

I collegamenti dovranno tener conto delle esigenze in particolare di quartieri come Bovisasca che appaiono particolarmente penalizzati.

Vi sono alcune situazioni specifiche su cui riteniamo valga la pena soffermarsi per impegnarci a dare risposte concrete ad alcuni problemi, già deliberate dal Consiglio di Zona 9:

  • Prolungamento M5 a Bettola e alla Villa Reale. Occorre spostare a nord, rispetto al capolinea attuale di Bignami, il momento d’interscambio tra mezzo privato e accesso alla metropolitana. In questo senso si ritiene inevitabile il prolungamento, peraltro in linea con le indicazioni chiaramente giunte dal Governo. La M5 è capace di massimo 20.000 passeggeri l’ora e il suo utilizzo risulta già superiore alle previsioni. Ciò è la dimostrazione fattiva che grandi opere come le metropolitane sono investimenti importanti e utili. Il contestuale prolungamento di M1 a Bettola e di M5 alla Villa Reale (e relativi parcheggi d’interscambio/nodi di interscambio con le linee pubbliche extraurbane) assicurerebbe i margini per assorbire una significativa parte del traffico in ingresso a Milano. Il Municipio è soggetto, insieme a Milano, interessato e autorizzato a partecipare e a condividere problemi e soluzioni. Si rileva anche che, visto il densissimo tessuto urbano del Nord Milano verso Monza, per evitare di tagliare i quartieri esistenti che si sviluppano senza soluzione di continuità, occorrerebbe realizzare l’intero tracciato in galleria sotterranea.
  • Tranvia 7. Deve percorrere tutto il tratto in cui era prevista, ora stralciata, la strada interquartiere. Rimane irrisolta la potenzialità della linea 7 attualmente sottoutilizzata e con poche corse orarie. Non vanno sottovalutati i cospicui investimenti che ne hanno accompagnato la progettazione e le caratteristiche che la distinguono come una tranvia tutta in sedime dedicato.
  • Permangono criticità note su alcune urgenze che ci si deve impegnare a risolvere. Dobbiamo portare la linea 70 fino all’ASL di via Farini e la linea 82 fino a p.le Lagosta. La linea 41 sarà da integrare con la futura linea 36 per un funzionale collegamento tra il rione Assietta-Gabbro con M3 Affori Nord, attraverso le vie Besta ed Ippocrate. È inoltre utile il prolungamento linea 42 fino all’ingresso del Parco Nord in viale Suzzani.
  • Tranvia Milano Bignami-Desio. I lavori di rifacimento della linea partiranno a breve. L’attuale progetto prevede l’attestazione della linea dove c’è l’attuale capolinea del 4. Comune di Milano e Consiglio di Zona hanno ipotizzato di portare il capolinea a Bignami per interscambiare con la M5. Per garantire la connessione fra metrotranvia 4 e metrotranvia Milano-Desio il capolinea del 4 verrebbe spostato all’interno del Comune di Bresso.
  • Terzo binario Milano-Asso. Risoltasi positivamente la lunga fase di concertazione con il quartiere, rimane il tema dell’integrazione tra territorio, benessere dei residenti e traffico frequente. Servono interventi d’installazione di barriere fonoassorbenti (che non deturpino brutalmente il paesaggio) e dispositivi per attenuare le vibrazioni. Possono essere misure da trattare con Trenord, perché il potenziamento della mobilità pubblica è un valore sempre positivo, purché sia gestito attraverso una visione integrata con il complesso sistema dei bisogni.
  • Tranvia Milano Comasina-Limbiate. Bisogna dare seguito al progetto con l’ampliamento del parcheggio di interscambio, nello specifico l’area sita su via Novate.

Urbanistica

A monte di ogni concreta valutazione circa lo sviluppo urbanistico di una città come Milano, occorre verificare quanto del costruito negli ultimi anni è stato utilmente utilizzato per stabilirvi una qualche funzione. Sono numerosi e troppi gli esempi di edificazioni, anche gradevoli in sé, che giacciono inoccupate e che rischiano un destino di abbandono definitivo e quindi del decadimento con i problemi di degrado e insicurezza che conseguono.

Una coraggiosa ma obiettivamente saggia impostazione metodologica dovrebbe porre una condizione: niente più consumo di suolo, recuperando e risanando il vasto patrimonio edilizio già esistente (rigenerazione urbana). Si devono prevedere misure di mitigazione ambientale e di compensazione tra nuovi metri quadri costruiti e metri quadri da restituire alla natura: chi consuma suolo, lo restituisce alla città.

Ovviamente, il settore edilizio è trainante e non va mortificato, ma la Milano del 2016 non è la città del dopoguerra. Inoltre, il tasso di crescita/decrescita della popolazione è all’incirca stabile, pertanto non si registra un bisogno di residenze nuove, considerato anche l’importante presenza di costruito sfitto.

Anche il rilancio di una edilizia pubblica residenziale passa attraverso la riconversione di siti in dismissione. L’esempio del complesso in via Senigallia è proprio ciò che non va fatto: costruire (peraltro male, viste le condizioni in cui già versa) su un prato tanto raro quanto prezioso nella iper-edificata periferia.

Piuttosto, nel nostro territorio abbondano le aree industriali dismesse sulle quali dobbiamo investire, ivi favorendo i trasferimenti di volumetrie (perequazione), i piani di recupero, negoziati al fine di soddisfare il diritto a costruire con la necessità di dotare i nostri quartieri di servizi pubblici (illuminazione, decoro e verde attrezzato, marciapiedi e strade) degni di una città civile.

Alla luce di questo paradigma si dovranno affrontare le sfide grandi, grandissime che, peraltro, proprio per gli interessi che coinvolgono, necessitano di una regia pubblica, cittadina e nazionale.

Vogliamo avviare una seria riflessione sull’utilizzo degli scali ferroviari (Farini e Greco), sulle altre aree dimesse (Gasometri ed ex Montedison della Bovisa), sulla ex caserma Mameli di viale Suzzani e sugli edifici e i luoghi abbandonati e degradati del nostro Municipio, utilizzando i risultati dei processi di ascolto e partecipazione già avviati, con la volontà di ottimizzarli e perfezionarli, sperimentando pratiche di riuso temporaneo e garantendo che i servizi primari e secondari vengano completate prima dell’intervento complessivo, assumendo un ruolo attivo come Municipio sulle aree su cui ancora non si è intervenuti.

A fianco ai nuovi scorci di città non va dimenticato il completamento delle grandi trasformazioni in corso negli ultimi anni o da qualche tempo in stand-by. Ad esempio, il complesso Garibaldi-Porta Nuova presenta ancora delle non secondarie opere da completare (Parco Biblioteca degli Alberi, edificio Unipol Sai, edificio in via Melchiorre Gioia fianco passerella, centro civico), così come addirittura il quartiere della Bicocca Nuova non è ancora stato dotato di tutti i servizi previsti, nonostante il tempo trascorso. Oltre alla riqualificazione di alcuni assi viari importanti, come quello di via Farini.

Un frangente in cui il Municipio può sperimentare la propria centralità riguarda il recupero delle piazze: un territorio policentrico costituito da un’unione di borghi, spesso antichi, che conservano orgogliosamente identità attraverso la storia e i luoghi di tutti i giorni, va preservato ed amministrato con consapevolezza. Le piazze sono il punto d’incontro e il cuore della vita pulsante nei quartieri. Interventi sistematici volti a favorire la socialità possono avvenire con progressive pedonalizzazioni, o, comunque, attraverso un ripensamento delle stesse.

La valorizzazione del sistema dei navigli potrà iniziare sul nostro territorio riportando in superficie il tratto della Martesana fino alla conca dell’Incoronata, un intervento che potrà ridare bellezza al paesaggio e potrà contribuire a ridurre i rischi di esondazione del Seveso.
Le considerazioni sopra esposte dovranno diventare parte integrante di un nuovo PGT più attento al contenimento del consumo di suolo e delle volumetrie, alla rigenerazione urbana, alla valorizzazione delle connessioni ecologiche. I Municipi dovranno essere coinvolti nell’intero processo di redazione del piano, dalla fase di formulazione degli obiettivi alla valutazione delle alternative e degli effetti conseguenti, nonché in fase di attuazione.

Manutenzione ordinaria e straordinaria

Al Municipio è assegnata la manutenzione delle strade di quartiere: proponiamo che sia fin da subito introdotto un sistema di raccolta segnalazioni dei cittadini tali da rendere più celeri gli interventi, da eseguire sulla base di priorità di intervento concordate. Il Municipio dovrà essere coinvolto nella gestione dei cantieri e dovrà essere aggiornato in tempo reale su quelli di maggiori dimensioni, cosi da monitorare lo stato dei lavori, istituendo una figura di riferimento,

Particolare attenzione dovrà essere posta sulla disgregazione dell’asfalto sugli assi viari principali, nello specifico via Imbriani e via Ornato. È indispensabile trovare un sistema che non costringa l’amministrazione a dover riasfaltare di continuo queste strade a causa dei passaggi delle linee tramviarie. Inoltre lavoreremo per continuare il lavoro fatto sull’abbattimento delle barriere architettoniche, per una città che sia accessibile ad ogni persona.

Verde

La cementificazione provoca l’impermeabilizzazione del suolo che, insieme ai cambiamenti climatici, è una delle cause principali del dissesto idrogeologico e delle esondazioni (il Severo ce lo ricorda periodicamente).

La separazione, il recupero, il riciclo delle acque piovane devono diventare uno strumento di intervento capillare e continuativo per il riequilibrio territoriale.

A Milano città metropolitana serve un piano del verde che, insieme al Regolamento del Verde, sia da guida alle decisioni sulla manutenzione del verde pubblico assegnata ai Municipi.

Per migliorare la qualità della vita e la sostenibilità proponiamo di ampliare, curare meglio e connettere le aree verdi facendole diventare centro della vita sociale della zona. Cerchiamo di portare nelle nostre Ville e nei nostri parchi eventi non solo zonali, per fare in modo che la Municipalità 9 diventi parte integrante della vita sociale e culturale della città.

Una particolare attenzione va posta alla tutela della biodiversità e alle oasi ecologiche già presenti nelle aree dell’ex Pini e alla Goccia.

Per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti proponiamo di avviare campagne di informazione (anche nelle scuole e con i negozianti) per migliorare la raccolta differenziata, scoraggiare l’abbandono dei rifiuti, promuovere il recupero del cibo, il riuso e il riciclo dei materiali.

Seveso

Non si può affrontare questo tema senza ribadire la ferma convinzione che si debbano avviare politiche di rispetto del principio dell’invarianza idraulica e di rispetto del contratto di fiume per garantire una maggiore pulizia delle acque.

Ciononostante riteniamo che il progetto condiviso da Comune, Governo e Regione, che è integralmente finanziato con 150 milioni di euro, sia l’unico in grado di fermare la piaga delle esondazioni che colpiscono molti dei quartieri che compongono il Municipio 9. Si tratta di quattro vasche di laminazione per contenere le piene del fiume nell’area Nord della città.  Tutte le attività preliminari all’avvio dei lavori sono in corso e sono state finanziate numerose opere aggiuntive di manutenzione straordinaria per tutto il reticolo idrico. È considerato dalle istituzioni che lo hanno promosso l’intervento più efficace, ma la sua attuazione non manca di criticità da risolvere. È un fatto comunque che tutte le risorse economiche per uscire dall’emergenza, ormai quarantennale, siano oggi disponibili e come ha riconosciuto lo stesso Governo, il Comune di Milano è stato l’unico in Italia ad essere intervenuto con risorse proprie per arginare il dissesto idrogeologico, nonostante la competenza sia statale e regionale.

In attesa che il piano entri in funzione, il Comune di Milano e il Consiglio di Zona 9 hanno lavorato per garantire un contributo di solidarietà a chi ha subito danni patrimoniali dovuti alle esondazioni, per migliorare il piano di emergenza, rendendolo più efficace ed efficiente. Ci sarà un servizio gratuito di allerta via sms, l’utilizzo di paratie mobili, più squadre di Protezione Civile e MM sul campo per garantire già in fase si preallarme il deflusso delle acque, oltre ad una gestione tempestiva del canale scolmatore di Nord Ovest a Palazzolo.  Continueremo a monitorare l’efficacia del piano proponendo eventuali miglioramenti per garantire innanzitutto l’incolomità delle cittadine e dei cittadini.

Spazi

L’Amministrazione Pisapia ha già rivoluzionato i criteri di assegnazione degli spazi con la delibera “dal soggetto al progetto”. Si tratta di proseguire in questo percorso, cercando di conciliare le regole di diritto amministrativo con il linguaggio delle tante formazioni, più o meno spontanee, più o meno giuridicamente costituite, che chiedono spazi a nome dei cittadini attivi, allo scopo di organizzarsi nell’interesse dei quartieri, cercando di incanalarle – anche le più estrose – in un percorso di legalità, per la cittadinanza tutta.

La Municipalità dovrà farsi garante del fatto che gli assegnatari di detti spazi interagiscano appieno e in modo proficuo con i cittadini e le realtà attive nel quartiere.

Vogliamo costruire una città con più centri vitali, in ogni quartiere: una federazione di comunità sostenibili.

L’uso degli spazi deve essere visto anche come strumento di inclusione e di creazione di comunità. E’ necessario sostenere e valorizzare l’uso condiviso di aree e spazi non utilizzati, le assegnazioni temporanee, il recupero da parte di associazioni e comitati di aree e immobili abbandonati e degradati, che potranno diventare luoghi di tutti (sul modello delle delibere per le aree e per i giardini condivisi).

E’ necessario infine che l’Amministrazione renda disponibili spazi istituzionali che consentano ai cittadini e alle associazioni di interfacciarsi in maniera efficace e diretta con i Municipi, in modo tale che tutte le informazioni utili, i progetti, le istanze della comunità possano essere posti all’attenzione dei Municipi stessi.