Politiche sociali. Nessuno deve restare indietro

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Le proposte del Municipio 9 riguardanti le competenze legate al welfare e alle politiche sociali, si collocano in continuità con l’innovazione e la ristrutturazione dei servizi iniziata negli ultimi anni. In particolare si ritiene fondamentale investire sulle metodologie operative sviluppate intorno al lavoro di comunità, della ricerca-azione e delle pratiche di cittadinanza attiva.

È necessario effettuare un’approfondita analisi dei bisogni in chiave dinamica, partendo dai dati già in possesso ai servizi territoriali (asili nidi, scuole materne, servizi minori e famiglie, cdd, cse, centri anziani, ecc), ai servizi specialistici sanitari (cps, sert,) e al privato sociale.

Un welfare di comunità

L’obiettivo che abbiamo di fronte è ambizioso: ricomporre un welfare storicamente frammentato sfruttando la leva della comunità, così che un problema individuale possa essere preso in carico dalla collettività. Ci sono esperienze significative di messa in rete di realtà del terzo settore nel nostro Municipio, come il progetto Nove+ o il tavolo della psicologia.

È solo costituendo una rete di servizi diffusa sul territorio che avremo la capacità di far fronte a problemi nuovi, come, a titolo esemplificativo, il mutamento dei ritmi di vita delle nuove generazioni o il progressivo invecchiamento della popolazione, adattando i servizi alle esigenze delle cittadine e dei cittadini.

Ci sono poi alcune direttrici, che oggi si sviluppano a senso unico, che dovrebbero avere invece carattere bidirezionale e complementare, sempre nell’ottica di una maggiore capillarità ed efficienza dell’offerta.

In questi anni è stato fatto un lavoro enorme di razionalizzazione dei servizi e di maggior facilità di accesso ad essi. L’unica prospettiva possibile è quella di continuare su questa strada avendo come obiettivo quello di far diventare il pubblico regista di interventi capillari sul territorio, utilizzando anche la leva economica come strumento per una maggiore capacità di condivisione e di rete e coinvolgendo i Municipi per politiche sociali che sappiano arrivare, soprattutto in periferia, a farsi carico di ogni situazione di fragilità.

Per questo creeremo una consulta permanente del terzo settore, che dovrà avere come obiettivo la messa a sistema delle realtà presenti sul territorio e una nuova modalità di collaborazione con le istituzioni, individuando insieme le priorità per fare in modo che i fondi pubblici generino con sempre più efficacia effetti benefici per i cittadini e le cittadine che si trovano in difficoltà.

Una migliore capacità di informare

Per fare questo è indispensabile lavorare sul miglioramento della qualità della comunicazione dei servizi attivi sul territorio, soprattutto attraverso una maggiore sinergia fra le realtà presenti ed un nuovo protagonismo del Municipio, volto ad implementare le buone pratiche già attive. Dovremo poi sviluppare ed implementare le piattaforme presenti sul sito del Comune di Milano per dare sempre più rilevanza al lavoro prezioso che tante organizzazioni sviluppano, offrendo servizi di qualità.

Una sussidiarietà sana

L’orizzonte dovrà essere quello di una sussidiarietà sana, con regole trasparenti, una condivisione programmatica fra istituzioni e realtà che operano nella società, che sia in grado di valorizzare ogni esperienza, di coinvolgere chi oggi lavora “isolato” per garantire servizi e occasioni che permettano di arrivare sulla soglia di chi si trova in difficoltà e vive una situazione di emarginazione sociale. È per noi fondamentale avere una maggiore condivisione strategica fra istituzione comunale e Municipio, che metta in condizione chi lavora sul territorio di acquisire dati utili, ora in possesso dell’assessorato, così da indirizzare meglio gli interventi che riguardano le fragilità.

Ri-generazione di legami di comunità.

Le deleghe, che permettono al Municipio di predisporre bandi per la gestione dei servizi, introducono delle nuove possibilità rispetto alla loro offerta, ma propongono anche a associazioni e cooperative sociali di zona, azioni di progettazione partecipata o co-progettazione per la creazione e la gestione di spazi ad accesso libero, esterni ai servizi sociali presidiati, che possano essere contemporaneamente momenti di aggancio, di relazione e di risposta ai bisogni materiali e relazionali.

Si tratta di:

  • luoghi di accoglienza della domanda che riguarda necessità di lavoro, care giver familiari, supporto ai servizi della casa baby sitting;
  • organizzazione di offerte di servizi;
  • luoghi di attivazione e valorizzazione delle risorse e competenze dei fruitori, dove pensare le persone come portatrici, non solo di bisogni ma anche di risorse;
  • luoghi che, non avendo la connotazione classica del servizio sociale di base, risulterebbero in grado di intercettare la popolazione in difficoltà per metterla in condizione di accedere, con più facilità, ad aiuti e percorsi di sostegno prima che la situazione devolva in disagio. Tale azione può essere attuata dalle nuove competenze del Municipio;

Inclusione e integrazione

Una società complessa come la nostra ha bisogno di un impegno significativo riguardo i temi dell’integrazione, dell’inclusione e della mediazione culturale.

È necessario mettere in campo progetti che creino un senso di appartenenza alla comunità, nel rispetto delle radici legate alle proprie origini, lavorando affinché queste si integrino e dialoghino in maniera costruttiva e positiva con le nostre realtà. Vogliamo moltiplicare le occasioni d’insegnamento della lingua italiana, strumento fondamentale per una piena inclusione. Siamo convinti si debba lavorare affinché non si creino situazioni d’isolamento e ghettizzazione: a questo proposito pensiamo sia di fondamentale importanza il coinvolgimento delle donne e dei bambini.

La casa delle associazioni

Un esempio virtuoso che si è sviluppato nello scorso quinquennio è quello della Casa delle associazioni: possibilità questa che ha permesso alle associazioni di avere spazi condivisi e luoghi per eventi.

Uno spazio che ci impegniamo a sostenere, sia creando momenti di formazione dedicati alle associazioni, come l’organizzazione di corsi per analizzare e approfondire le possibilità di reperimento dei fondi dai diversi enti che li mettono a disposizione, pubblici e privati. Lo scopo primario sarà quello di costruire un rapporto sempre più permeabile fra questa realtà, il quartiere che la ospita e tutto il territorio del Municipio 9.

Le case della salute

Ci sono realtà ormai avviate, come lo sportello Alzheimer, i centri diurni per disabili, i centri socio ricreativi per anziani, l’Università della Terza età, il tavolo della psicologia, che sono riconosciute come eccellenze e, come tali, che dovremo sostenere affinché continuino proficuamente il loro lavoro, consolidandosi.

Bisognerebbe inoltre prevedere che gli spazi di proprietà comunale pubblica venissero recuperati (attraverso le risorse del PON – Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane 2014-2020 Asse 4) e messi a disposizione delle “case della salute” da realizzare in ogni quartiere.

Questo progetto riprende e potenzia l’offerta delle case mediche poiché prevede l’inserimento di figure psicosociali per un primo orientamento ed eventuale presa in carico.

Queste strutture risponderebbero al bisogno della cittadinanza di avere in un solo luogo:

  • Medici di medicina generale (compresi i pediatri) e assistenza infermieristica;
  • Figure sociali – operatori comunali – per un sostegno nelle eventuali pratiche, richieste, per fornire informazioni esaurienti su prestazioni e “diritti” e per l’eventuale accompagnamento al servizio sociale di base;
  • Psicologi e counselor – attraverso bandi o convenzioni – per l’eventuale presa in carico di situazioni che richiedano un sostegno;