Una casa per tutti

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Le politiche abitative pubbliche devono essere riconosciute come welfare. Servono risorse strutturali per rispondere alla crescente domanda di casa e per riqualificare il patrimonio esistente e stipulare convenzioni tra pubblico, privato e terzo settore per potersi avvalere del tanto invenduto e sfitto presente nel Comune di Milano.

Ci vogliono delle politiche che riducano i canoni d’affitto per renderli accessibili per chi ha redditi bassi e al contempo prevedere una compartecipazione tra Comuni e Regione per la presa in carico dei servizi sociali per gli indigenti.

La gestione diretta del patrimonio di edilizia pubblica di proprietà del Comune di Milano, affidata a MM, sta dimostrando che è possibile migliorare la qualità della vita nei quartieri senza svendere gli immobili.

Un piano straordinario per l’ERP (Edilizia Residenziale Pubblica)

Il fabbisogno di casa a basso costo continua a essere elevato, acuito dalla crisi economica che attraversiamo in questo decennio, e sempre meno sono le risorse disponibili per grandi programmi di edilizia sociale o per la sua “manutenzione”, sia fisica che sociale.

La ricerca delle risorse per la riqualificazione dei quartieri popolari è il tema centrale: i fondi dell’Unione Europea, dello Stato e degli Enti Locali sono la condizione essenziale dalla quale possono partire politiche abitative che accompagnino da un lato la manutenzione straordinaria (da tempo attesa dagli abitanti), ma anche interventi sociali mirati a ostacolare i processi di degrado che attraversano i quartieri e che ne stigmatizzano negativamente l’immagine.

Una consulta permanente per la casa

In quest’ottica la nuova Municipalità deve farsi carico di elaborare programmi di recupero/riqualificazione urbana/contratti di quartiere che, in coordinamento con gli uffici centrali e il gestore MM, si concentrino sulla progettazione partecipata (partnership tra pubblico/privato/abitanti/esperienze positive di autogestione). La progettazione di programmi d’intervento d’integrazione economica, funzionale e sociale è considerata ineludibile. Intendiamo, a tal fine, istituire una consulta permanente, da convocare almeno con cadenza trimestrale, cui dovranno partecipare Municipalità, gestore ERP, comitati inquilini e sindacati.

Casa è welfare

Il tema abitare coinvolge diverse competenze come: le politiche sociali, lo sport/benessere, la scuola e la coesione sociale, che dovranno essere pensate come uno strumento che si muove all’unisono, con un dialogo costante tra loro.  Occorre pensare alla possibilità di costituire un “polmone abitativo” strettamente connesso ai servizi sociali e supervisionato dal Municipio, in stretto contatto con i comuni limitrofi.

Uno sportello per l’abitare

La proposta di istituire uno “sportello casa/abitare” presso il Municipio rappresenterà un punto di orientamento, consulenza, accompagnamento all’abitare, mettendo in rete le politiche presenti sul territorio.

Un Municipio all’avanguardia nella sperimentazione digitale e della messa in rete delle informazioni riguardanti la persona con accesso diretto alla piattaforma digitale di MM.

Il censimento del patrimonio di abitazioni pubbliche va completato e assegnato a un unico Settore all’interno dei singoli Municipi. Per contrastare il degrado e gli usi impropri sosterremo i progetti di affidamento degli spazi comuni, coinvolgendo gli inquilini in attività e in pratiche virtuose (laboratori, officine, orti e giardini comunitari, realizzazione e cura dei luoghi d’incontro e di svago).

La qualità della vita nei singoli stabili

Di particolare pertinenza del Municipio saranno progetti da attivare per migliorare la qualità della vita nei singoli stabili o in gruppi di case. Il degrado porta degrado. Una manutenzione collettiva degli spazi comuni, le autogestioni dei condomini, le iniziative di coesione e socializzazione sono azioni utili per evitare ulteriore degrado, garantendo maggior decoro e controllo del territorio e monitorando concretamente i risultati conseguiti da ciascun progetto. Sarà nostro compito incentivare sperimentazioni d’integrazione e costruzione di rapporti di vicinato attivo, anche sfruttando i tanti spazi commerciali e comuni non utilizzati, come fatto con gli appartamenti sotto soglia assegnati a giovani studenti a prezzi calmierati a fronte di un loro impegno sociale nel quartiere. Il tema strategico è quello di interrompere il ciclo di degrado e disamore per il luogo in cui si vive costruendo iniziative che creino identità fra il posto in cui si vive e la comunità di cui si fa parte.

Troppe case vuote

Il tema della casa va oltre quello delle case popolari ERP. Occorre promuovere politiche che favoriscano l’affitto dell’enorme patrimonio privato lasciato vuoto. Occorre operare per promuovere e facilitare tutto ciò che può favorire l’aumento delle case disponibili in affitto: dal sostegno alle cooperative allo sviluppo, all’housing sociale, all’affitto a canone calmierato, dall’esperienza di MilanoAbitare, con la quale vogliamo stringere nuove forme di collaborazione, e a qualsiasi altra iniziativa che favorisca un affitto accessibile.